La lista di Lorenzo Mei

Appassionato di musica, ma non solo. Appassionato di arte in generale. Ama comunicare la sua passione attraverso le parole e, per questo, spesso scrive di musica su importanti testate nazionali. Fa parte del gruppo ‘storico’ degli Skystoners, che hanno dato vita agli incontri sulla storia della musica, ‘Friday I’m in Love’, tenendo degli incontri su personaggi o album divenuti pezzi di storia, ma anche spaziando in altri campi, portando i frequentatori degli incontri del venerdì a scoprire artisti che, forse, non avevano mai sentito nominare. E’ Lorenzo Mei.

Ed ecco qua un sentiero tempestato di pietre miliari della musica che ci condurrà alla meta di una conoscenza ancora più approfondita non solo dei suoi gusti, ma anche della musica in generale, con – al centro – anche qualche parola di Lorenzo, per indicarci il percorso.

Giornalista, nostro ‘massimo esperto’ di Dylan e Cohen è uno dei pilastri del ‘Friday I’m In Love’, sempre attento, preciso, coinvolgente. A casa, non sa più dove mettere i dischi e se fra i tanti ne ha scelti alcuni, possiamo star certi di una selezione eccezionale. Ci troverete anche “Station To Station” e noi… si gode
[René]

La Lista di Lorenzo Mei

Bob Dylan - Blonde On Blonde - lp

BOB DYLAN
Blonde on Blonde

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Leonard Cohen - Songs Of Leonard Cohen

LEONARD COHEN
Songs of Leonard Cohen

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Nick Drake - Five Leaves Left

NICK DRAKE
Five Leaves Left

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Tom Waits - Swordfishtrombones

TOM WAITS
Swordfishtrombones

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Love - Forever Changes

LOVE FOREVER CHANGES

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Mi ricordo perfettamente la prima volta che ho sentito Blonde on Blonde. Ero a casa del mio amico Michele, uno dei primi a indirizzarmi verso la musica che avrei ascoltato per tutta la vita, e la puntina andò direttamente su Visions of Johanna. Che più o meno trentacinque anni dopo considero ancora la canzone più bella del mondo, scritta dal più bravo di tutti. L’album lo comprai da Raf Dischi, a Montecatini, uno scrigno di tesori che attirava clienti da mezza Toscana. Teneva solo vinili, eravamo a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, e Loriano era convinto che la roba che amavamo non sarebbe mai finita su cd. Non è stato il primo negozio di dischi della mia vita, perché chiunque viva dalle mie parti è entrato da Enzino, al Superdisco, ed è uscito con un sacchetto rosso e un Lp dentro. Gli devo molto: mentre da ragazzino compravo un orrendo 45 giri, gli sentii consigliare a qualcuno The dark side of the moon, e proprio da lì è partito il mio viaggio musicale. Che magari mi ha portato un po’ lontano dai sax di Money, ma è stata comunque una partenza. L’esordio di Leonard Cohen lo presi al Be Bop a Lula, che purtroppo non esiste più, e aveva una sede a Pistoia, quella dove andavo io. C’era una bella sezione offerte, e dava una tessera plastificata: un buco per ogni disco. Ne ho sforacchiate parecchie, e mi sono preso un po’ di dischi in omaggio, che spettavano alla fine di ogni tessera. Per esempio ricordo che mi guadagnai Hots Rats di Zappa (che non sta in questa lista, ma effettivamente potrebbe). Avevo il vinile originale (stampa italiana) ma lo prestai inopinatamente a qualcuno mille anni fa, senza più rivederlo. Il capolavoro (uno dei tre capolavori) di Nick Drake (che ha fatto solo tre dischi) lo comprai a York, in un piccolo negozio che vendeva usato: è un cd, uno dei pochi che ho dovuto ricomprare perché non si leggeva più. Per sbaglio, scordandomi di averlo già fatto (come succede a noi malati compulsivi), l’ho ricomprato due volte. Più una in vinile, ma quello non per sbaglio. Anche Swordfishtrombones di Tom Waits, che per molti anni è stato l’amore più forte in campo musicale (ed è ancora sulle vette) viene da Raf. Quel fragore, quella svolta sonora fatta di martellate sugli incudini, del basso profondo di Greg Cohen, dell’avvenuta trasformazione di Tom da ubriacone da bar a orco romantico: era tutto perfetto per l’atmosfera di quel negozietto in una strada laterale del centro, in cui tutto sapeva di Carboneria, in cui non c’erano in vendita i dischi che si vendevano davvero, ma solo quelli che ci piacevano. E infine eccoci allo Sky Stone & Songs, dove ho preso la mia copia in vinile di Forever Changes dei Love, uno dei dischi a cui sono più legato in assoluto, con quell’attacco soprannaturale di Alone again or. Da René e Carla, in quel fortino partigiano che sta in piazza Napoleone a Lucca, ormai mi sento un pezzo di arredamento, se non rischio di essere invadente direi uno di famiglia. A volte mi trattengo dall’attaccare discorso con i clienti occasionali che spulciano tra gli album facendo quello che Maurizio Blatto chiama il gesto del castoro. Li vedo che fermano le dita su Astral Weeks e poi vanno avanti, e allora vorrei bloccare tutto e dire: no caro, ora questo lo compri e zitto. Invece per fortuna sto (quasi sempre) zitto io.
I negozi di dischi sono stati uno dei luoghi più importanti della mia vita. Solo le librerie e gli alimentari hanno contribuito nella stessa misura a fare di me quello che sono (qualsiasi sia il risultato). Non esiste città visitata negli ultimi trentacinque anni in cui non abbia cercato un negozio di dischi, da cui sia tornato senza un sacchetto pieno di canzoni. Una volta da Fopp, a Londra, sono uscito con diciassette album. Ci ho portato i miei nipoti quando avevano otto anni, e ancora oggi mi fanno il verso, ricordando come mi muovevo tra quegli scaffali: mimano le braccia corte di un tirannosaurus rex che arraffa compact disc con la stessa furia predatoria con cui squarterebbe la colazione. E il fatto più grave è che appena lo fanno a me viene in mente Marc Bolan. Che non è in questa lista, ma in effetti potrebbe.  
Il punto è questo: il mio percorso, le mie scelte, le mie preferenze sono dipese in buona misura dalle persone che stavano e stanno dentro ai negozi di dischi. Quelle persone che lottano per restare aperti da anni, e ancora di più oggi, in questo inimmaginabile tempo di vita sospesa e – diciamocelo – di merda. Resistete, non mollate, e non lo dico solo a loro che li vendono, ma anche a voi che li comprate, i dischi. Non facciamoci cancellare, non estinguiamoci, non scompariamo come i dinosauri. Io mi vedo già lì, davanti alla porta spalancata da cui arriva, a un volume che a René non basta mai, una canzone di Glen Hansard, che non è in questa lista ma in effetti potrebbe.
Ci vediamo allo Sky Stone, presto. In culo ai dinosauri.

Lorenzo Mei

Van Morrison - Astral Weeks

VAN MORRISON
Astral Weeks

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David Bowie - Station To Station

DAVID BOWIE
Station To Station

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John Martyn - Solid Air

JOHN MARTYN
Solid Air

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Lou Reed - New York

LOU REED
New York

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Neil Young - On The Beach

NEIL YOUNG
On the Beach

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Oltre a questi dischi, Lorenzo segnala anche altri 10 album che hanno segnato la sua vita e la sua storia. Eccoli.

NICK CAVE & THE BAD SEEDS – The boatman’s call [SCHEDA]
THE CLASH – London Calling [SCHEDA]
JOHN CALE – Fragments of a rainy season [SCHEDA]
MILES DAVIS – Kind of blue [SCHEDA]
THE BEATLES – Revolver [SCHEDA]
PAOLO CONTE – Concerti [SCHEDA]
KEITH JARRETT – The Köln Concert [SCHEDA]
JONI MITCHELL – Blue [SCHEDA]
JOY DIVISION – Unkknown pleasures [SCHEDA]
ELTON JOHN – Honky Chateau [SCHEDA]

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